SEL sulle recenti dichiarazioni del prof. De Rosis

Coordinamento cittadino Sinistra Ecologia e Libertà

Abbiamo letto ed apprezzato le dichiarazioni fatte dal professore De Rosis in merito all'impossibilità di un suo coinvolgimento in un'alleanza con l'on.Geraci, come del resto avevamo sempre pensato, soprattutto perchè chiariva una questione che da sempre noi sosteniamo: non si può cancellare una storia politica e personale in nome di un cosiddetto "interesse generale", che non tenga più conto di una diversità culturale, ideologica e, appunto, storica.

Non basta essere brave persone, ed entrambi gli ex sindaci lo hanno ampiamente dimostrato, non basta amare Corigliano, bisogna avere progetti comuni e accomunabili, visioni d'insieme che possano reggere il quotidiano evolversi dell'amministrare la "cosa pubblica"; è impensabile, per essere chiari, un sindaco impegnato a sostenere, per esempio, il candidato governatore di centrodestra ed il suo vice schierato con il centrosinistra, a meno che il collante non sia la spartizione di un'ipotetica torta. Come concordiamo perfettamente con la riflessione inerente i sostenitori e gli ex sostenitori di un'amministrazione che, non temiamo smentita, ha prodotto, o per lo meno è stata protagonista principale, il momento più vergognoso della storia politica della nostra città. L'ex disciolta amministrazione ha goduto di ampi consensi e numerosi sostenitori, pensare ora che non si debba tener conto di ciò è quanto meno singolare, perchè significherebbe annullare il giudizio su ciò che la giunta Straface ha prodotto, il nulla, e sul metodo con cui ha ricompensato i suoi sostenitori; un giudizio partigiano, che però entra nel merito del metodo con cui si dovrebbero dare gli incarichi, a chi si dovrebbero dare e sul giudizio di ciò che gli incarichi hanno prodotto, anche in questo caso molto fumo e poco arrosto.
Leggendo poi, la nota prodotta dal PDL locale, ritroviamo le simpatiche sferzate d'umorismo di cui tanto sentivamo la mancanza; ancora una volta, non rispondendo nemmeno lontanamente alle questioni poste dal professor De Rosis (preferiamo chiamarlo prof piuttosto che sindaco perchè l'insegnamento ha una nobilta intrinseca nel suo stesso essere che certamente chi sta demolendo la scuola pubblica non coglie), non una parola sullo scioglimento per mafia, nemmeno una parola sulle intercettazioni, sulle telefonate e sul metodo emerso nel cercare i voti, non una parola sul fatto che si è voluto arrivare allo scioglimento per impantanare l'amministrazione in un lungo commissariamento con il solo scopo di far dimenticare alla città ciò che è successo, un pò lo schema che si adotta ora con il governo Monti.
Le lezioni morali, politiche o di qualunque altro tipo, non le da un professore, che è stato anche sindaco della città, ma vengono dai silenzi, dall'omertà, dall'aver accettato un modello che si sta rivelando tipico delle amministrazioni PDL in Calabria, basta osservare il fenomenale modello Reggio; ancora sembra strano che quando si paventa l'arrivo di fondi, di possibili danari, per questa città, i padri e le madri non mancano mai, al contrario quando si tratta di assunzioni di responsabilità in merito, per esempio, alla perdita dei fondi per il centro anti violenza o per progetti similari, queste responsabilità sono irrimediabilmente orfane di entrambi i genitori. Esempio tipico rischia di essere l'ospedale unico, tutti si adoperano, tutti lo vogliono, tutti, compresi i suoi colleghi di partito ed i suoi consiglieri regionali, contro Scopelliti che di realizzarlo non ne ha la minima intenzione, salvo poi non trovare nessun responsabile nel momento in cui sarà certo il suo destino.
Analizzare le vicende di poco più di 7 mesi di amministrazione De Rosis, per lo più divisa in due spezzoni temporali, del perchè non vi sono state le dimissioni del Sindaco o del perchè non si è voluto accettare la stampella dell'UDC, del perchè non si è pensato ad una sua ricandidatura, sono questioni che da sempre avremmo voluto discutere con i nostri alleati del centrosinistra, certamente ora, quando si parla di coinvolgimento del popolo, del fare iniziative e dell'ascoltare la gente, ci troviamo a leggere una trama che ci convince. Così come siamo convinti, che il professore De Rosis, non sia e non sia mai stato un nemico dei partiti, raccogliamo il suo invito nel coinvolgere la collettività, come del resto da molto tempo cerchiamo di fare, sicuri che proprio attraverso l'ascolto si realizzi un modello che ci ha visti vincere a Milano, Cagliari, in Puglia e, per il momento solo alle primarie, a Genova e Rieti. Un modello che non vede vecchi(Pisapia) e giovani (Zedda) in contrapposizione, ma vede idee, progetti e partecipazione, oltre che, a Genova, un ragazzino di 84 anni,don Andrea Gallo, che ci ha spiegato come le città hanno bisogno di parlare e di raccontarsi, prima ancora che di essere governate.

 

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