TASSA”DEPURAZIONE” I COMMISSARI PREFETTIZI, NON POSSONO CONDIVIDERE LE VARIE SENTENZE MA LI DEVONO RISPETTARE SENZA TRINCERARSI DIETRO LA BUROCRAZIA O PER RIMPINGUARE LE CASSE COMUNALI, ALTRIMENTI E’ UNA INVASIONE DI CAMPO CHE DELEGITTIMA LA MAGISTRATURA.
Per prima cosa voglio ribadire che farsi dare soldi in cambio di beni o servizi inesistenti è reato di truffa (art. 640 c.p.). Trovo ingiusto pagare spese e “interessi” su spese che non esistono, più assurdo ancora la concessione per la riscossione di tributi, come la tassa per la depurazione dove questo servizio non esiste e tanti concittadini costretti a corrispondere importi non dovuti.
Dire che legalità sia un valore per tutti è cosa nota, in questo caso però è uno strumento di oppressione, il prodotto degli egoismi più vieti; della legge del più forte in base alla quale i più deboli sono sempre sopraffatti. La colpa non è dei tanti cittadini onesti che hanno sempre pagato, bisogna girare il timone verso gli evasori, i commissari prefettizi come funzionari dello stato e garanti della legalità hanno l’obbligo di governare e guidare il comune di Corigliano verso il raggiungimento di questa rotta. Ne tanto meno si presta a tolleranza la posizione e la minaccia del responsabile della SOGET SPA quando indica che tutti i cittadini non serviti dal servizio di depurazione sono passibili di denuncia penale, ”cornuto e mazziati” in quanto “scaricatori” abusivi dei liquami fognari a cielo aperto. Alla luce di tale etichetta, colgo l’occasione di autodenunciarmi come persona inadempiente e non osservante le leggi in materia di depurazione ed inquinamento. Nello stesso tempo, chiedo che mi venga rilasciato il permesso di costruire nello spazio adiacente al palazzo in cui abito un ”pozzo nero” per la raccolta delle acque reflue di varia natura, o dichiarare tutta la zona di Viale Rimembranze a rischio di inquinamento e di conseguenza allo sgombero in quanto i loro scarichi abusivi ed a cielo aperto sono portatori di patologie come il tifo, colera o salmonellosi, come vedete ci sono gli estremi per questa soluzione. Non è tollerabile, in questo caso come in tanti altri che la illegalità a Corigliano viene fatta passare come illegalità legale per questo una manifestazione di protesta è una legittima espressione di democrazia al pari di una adunata silenziosa. Il dibattito sulla tassa di depurazione è aperto. Soprattutto dopo le sentenza del Giudice di Pace di Corigliano, della Cassazione, dalla Corte dei Conti calabrese e fino a quella del 12 aprile 2011 dove la Corte di Cassazione con sentenza n. 8318 condanna l’ente comunale. Questa ultima sentenza rende vani ed illegali tutte quelle varie circostanze opposte dal comune di Corigliano riguardo alla riscossione del canone. La questione depurazione riguarda tutti gli amministratori locali succedutesi nel tempo che con responsabilità diverse hanno fatto in modo che questa tassa - tangente diventasse motivo per riempire le casse comunali senza debito conto ai cittadini dove e come queste somme venissero spese. Tale tassa oggi per tantissime famiglie è insopportabile anche per la crisi economica e per l’assenza totale di prospettive di lavoro. La politica, tranne alcune realtà, su questo tema è assente, mi chiedo che fino ha fatto il periodo adolescenziale seguito da quello dell’innammoramento di tanti partiti e politici nei confronti dei commissari che fino all’altro ieri facevano a gara per essere ricevuti? Sono stati presi in considerazione i loro buoni propositi prodighi di buoni suggerimenti per risollevare questa nostra città depredata e stuprata da una classe politica che oramai parla una lingua morta? Non voglio pensare che gli incontri con i commissari rientrassero nei canoni di un pellegrinaggio verso luoghi sacri dove ci si reca per sentirsi assolto, purificato e con la coscienza apposta dai tanti peccati e soprusi fatti alla città in tutti questi anni. Basta a contrapposizioni ideologiche e di parte, sarebbe meglio che le parole e la legalità venissero sempre accompagnate da fatti reali e compiuti. Per questo crediamo sia utile chiamare in causa i commissari in quanto funzionari dello stato garanti della legalità e con ruoli istituzionali protesi alla osservanza delle sentenze già emesse e che non si prestano ad equivoci ne tampoco ad interpretazioni arbitrarie e fuori luogo con il solo scopo di fare cassa, spremendo sempre di più quei tanti cittadini onesti che fra tante ristrettezze economiche cercano di tirare a campare.
Movimento centro storico: Un progetto per non morire.
Giorgio Luzzi.
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