Affrontare il tema dell'immigrazione e dell'accoglienza attraverso un convegno pubblico, è stata una scelta che ha potuto mettere in chiaro una cosa:SEL intende porre la questione dell'accoglienza e dell'integrazione come momento dirimente di ogni possibile alleanza politica qui a Corigliano. E' emerso con chiarezza che esiste la volontà di dare risposte concrete a una serie di situazioni troppo spesso ignorate o sottovalutate o, ancor peggio, criminalizzate che invece possono essere momento di crescita anche per l'economia locale.
A questo proposito si è rilevata particolarmente interessante la testimonianza del sindaco di Acquaformosa, Giovanni Manoccio, che con dati concreti ha spiegato gli importanti vantaggi economici che la sua cittadina ha ricevuto dai fondi SPRED per l'accoglienza e di come grazie ai migranti stia riuscendo a ripopolare un centro storico che altrimenti sarebbe lentamente morto, Interessante è stato anche il riferimento al fatto che grazie alla presenza di bambini figli di stranieri è riuscito ad evitare la soppressione di plessi scolastici, che erano invece destinati alla chiusura. Attraverso le parole dell'assessore Giudiceandrea (SEL), si è capito come la provincia di Cosenza abbia colto, ma del resto non da oggi, l'importanza della questione, di come cerca di muoversi anche nella formazione e nell'informazione dei 155 comuni della nostra provincia, in modo da sfruttare meglio le risorse disponibili. Abbiamo apprezzato le argomentazioni portate da Torre del Cupo, attraverso Carlo Caravetta, che ci ha aiutato a meglio comprendere il fenomeno. Il presidente dell'assemblea regionale di SEL, Angelo Broccolo, ha poi delineato quali sono le nostre idee sul futuro di Corigliano, o meglio sulla Corigliano che vorremmo, partendo dalla necessità di un coinvolgimento sempre maggiore della cittadinanza anche nelle scelte più importanti, ribadendo alcuni punti fondamentali: la necessità, per tutelare tutti i lavoratori, italiani e stranieri, di ridare centralità al valore del lavoro, combattendo l'idea che si possa chiudere un'occhio su lavoro nero o caporalato; la netta opposizione all'idea che le risposte date dal governo Monti, fondamentalmente da un lato in linea con il precedente governo nel colpire i ceti deboli, si pensi a ciò che viene concesso di fare a Marchionne, dall'altro garante degli equilibri e degli interessi della BCE e delle banche, siano adeguate a salvaguardare gli interessi di coloro i quali non hanno responsabilità in una crisi che è tutta della finanza speculativa; l'idea che,pur non condividendone le ragioni e le scelte, cioè che per un presunto bene comune si appoggi congiuntamente a UDC e PDL, un governo che non può rappresentare la politica di sinistra, vi sia la necessità di cercare una strada comune con il PD, oltre che con IDV e le altre forze di sinistra,in modo da costruire una alternativa credibile non solo in Italia ma anche nella nostra città, iniziando a parlare di cosa si voglia fare nel futuro prossimo venturo, partendo da un presupposto minimo di non apertura a tutte quelle forze che hanno sostenuto in qualsiasi forma la precedente amministrazione o il governo regionale di centrodestra, ma anche i movimenti civici che in qualche modo, pur dichiarandosi non schierati, lasciano intravedere elementi che non possono essere convergenti con i nostri ideali. Emerge con chiarezza, almeno per quanto ci riguarda, anche la necessità che l'istituzione comunale, assuma al più presto una posizione pubblica su queste situazioni, rispondendo alle tante richieste che giungono da importanti soggetti presenti nella città, dal sindacato alla chiesa, poichè, come abbiamo più volte detto, non è il silenzio una risposta adeguata ai problemi della città. Ribadiamo che, avendolo chiesto per primi, esiste la necessità di un tavolo programmatico che affronti il problema accoglienza, utilizzando ad esempio le tante strutture confiscate alla criminalità coriglianese, questo anche per dare un segno tangibile di discontinuità con il passato, che giova ricordarlo, prima di essere sciolto per infiltrazioni mafiose, si era mosso in una direzione precisa. Nei giorni in cui viene prospettato un problema di infiltrazione mafiosa anche nel comune di Reggio Calabria, capire che tra criminalità organizzata, lavoro nero, caporalato, diritti negati esiste un filo conduttore comune è la presa di coscienza che tutte le scelte che si compiono hanno un valore incredibilmente importante nel disegno della nuova politica italiana e quindi locale.
Alberto Laise coordinatore SEL Corigliano
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