Presidente Commissione Straordinaria - Dott.ssa Scialla – Sintesi della riunione precedente.
E’ intendimento dell’Amministrazione Comunale approfondire la questione “MERIS” s.r.l. con l’obiettivo di non svilire questa importante risorsa territoriale e nello stesso tempo salvaguardare il Comune di Corigliano, che vive una grave criticità, sotto il profilo economico finanziario, e pertanto non è più in grado di sostenere l’onere finanziario di detta società.
Inoltre occorre mettere ordine al mercato ittico, introducendo quegli organismi previsti dal regolamento, infatti non è mai stato costituito, nè convocato il Gruppo consultivo di Mercato.
Il problema “MERIS” deve essere necessariamente affrontato in tutti gli aspetti e possibilmente in tempi brevi-
Prende la parola il Presidente della MERIS – Dott. Malta - la situazione finanziaria ed economica della MERIS è abbastanza grave, perché si tratta di una situazione storica, che va avanti dal 1998 con continue perdite d’esercizio coperte dal Comune di Corigliano Calabro che detiene il 97,50% del capitale sociale.
Attualmente i servizi erogati non sono coperti dalle entrate e dunque non vi è equilibrio economico, le percentuali dell’aggio, ovvero le percentuali di provvigione da calcolare sul valore annuale medio del pescato, che si aggira intorno ai 2.500.000,00, sono così ripartite:
- 3,40% - MERIS;
- 0,60% - Istituto di Credito dei Due Mari;
- 4% Astatori.
Ad oggi la percentuale di aggio arriva all’8%, superando di fatto il 5% previsto nello statuto che istituisce la MERIS.
Il Presidente illustra le proposte avanzate – quella di FEDERCOPESCA e quella propria che mirano a modificare l’aggio, con diversa distribuzione delle percentuali.
In particolare la proposta di FEDERCOPESCA prevede:
1. La rinuncia all’aggio dello 0,60% da parte dell’Istituto di Credito dei Due Mari per anni due;
2. La riduzione dell’aggio agli astatori dello 0,50%;
3. Riattivazione del bar;
4. Pagamenti box esterni.
Il Presidente della MERIS invece propone:
1. la provvigione complessiva sul mercato che in quest’anno potrebbe essere portata dall’8% al 9% secondo la seguente ripartizione:
2. Istituto di Credito dei Due Mari 0,40%;
3. Astatori 3%;
4. MERIS 5,60%.
La MERIS in tal modo sul valore medio annuo del pescato, equivalente a circa euro 2.500.000,00 , potrebbe avere maggiori ricavi fino ad un importo pari ad euro 55.000,00. Inoltre con la riattivazione del bar si potrebbe ricavare fino ad un importo di circa € 3.600,00 annui. E da quest’anno in seguito al pensionamento di n. 1 dipendente ci sarà un risparmio di circa € 30.000,00.
Complessivamente fra maggiori ricavi e riduzioni di costi, il beneficio per la MERIS, in termini economici e finanziari, potrebbe essere quantificato in € 88.600,00 .
Salvatore Martilotti – Presidente Regionale LEGAPESCA – presenta proposta formale che viene acquisita agli atti–
Nel suo discorso premette che quando una struttura nasce e sin dal suo insediamento si configura come deficitaria, bisogna pensare ad altri strumenti, quali: la privatizzazione della struttura stessa, collegando i discorsi ai numeri.
Il mercato, come presidio di legalità, è un punto fermo, è necessario, però, rafforzare alcuni principi come, ad esempio, il presidio bancario ed inoltre è necessario coinvolgere i produttori, immaginando uno scenario totalmente diverso da quello attuale, privatizzando tutti i servizi: dalla ragioneria al servizio di facchinaggio, parcheggio, cassettame. A tutto ciò deve essere correlato il cambiamento del mercato. Allo stato per avviare un processo in tal senso, l’unica soluzione possibile appare la liquidazione della società, chi ha prodotto il danno non può essere chiamato a risolverlo; in tale situazione il Comune dovrebbe gestire una fase transitoria e solo procedere si può pensare alla privatizzazione attraverso le Organizzazioni di Produttori unica forma guiridica riconosciuta dall’Unione Europea.
Nell’attesa di questo obiettivo il Comune potrebbe guidare questo processo, attraverso il riposizionamento della tipologia di struttura: da mercato di produzione a mercato a posteggio; a questo potrebbe aggiungersi un mercato al consumo da realizzarsi nella stessa area mercatale.
Infine sottolinea che la gravità della situazione non ammette ulteriori ritardi, è necessario procedere con la liquidazione e la riconversione del mercato.
Capitaneria di Porto – Richiama l’attenzione dei presenti sull’annosa questione dell’occupazione della struttura mercatale sorta su demanio marittimo, senza un titolo concessorio e che si è in attesa delle determinazione da parte del Ministero delle Infrastrutture. La concessione riguarderà tutta l’area mercatale.
Correlata alla futura gestione della struttura mercatale, viene evidenziata la situazione, dal rappresentante della Capitaneria di Porto, della attuale necessità per il Comune di Corigliano di dotarsi di un titolo legittimante l’occupazione. Problematica che Capitaneria di Porto, Amministrazione Comunale e Autorità Portuale stanno definendo. Al riguardo, la stessa Capitaneria di Porto evidenzia che l’Amministrazione Comunale ha richiesto recentemente in consegna gratuita l’area demaniale, occupata dal mercato; tale richiesta non sarebbe compatibile con la qui espressa volontà di mantenere in affidamento ad un soggetto terzo la gestione del mercato. Infatti, nell’ipotesi prospettata di affidare la gestione ad una società commerciale seppur compartecipata o ad un consorzio ovvero alla stessa MERIS srl, sarà necessario regolarizzare l’occupazione con un titolo concessorio (da rilasciarsi a favore del Comune con successivo affidamento in gestione -art. 45bis cod.nav.- alla società individuata, piuttosto che alla stessa società). Ciò però comporterà il pagamento di relativi oneri concessori per la sola concessione demaniale. Aggiunge la Capitaneria di Porto, che la concessione dovrà ricomprendere l’intera area mercatale (ovvero tutta l’area perimetralmente delimitata da recinzione, e dunque anche l’area di parcheggio, di manovra, ecc.). Sarà così possibile da parte di chi gestirà la struttura, affidare in gestione (su specifica autorizzazione dell’Amministrazione concedente) le aree del mercato interne ed esterne (bar, locali uffici, le aree di parcheggio interne per la vendita - anche eventuali aree interne o esterne destinate alla piccola pesca - ecc..) con possibilità di incamerare i relativi canoni di affitto. a.
MARTILOTTI – Legapesca – L’unica soluzione possibile per avviare una fase di riorganizzazione del settore, è coinvolgere l’intera filiera ittica di Schiavonea, e nel contempo è la liquidazione della società MERIS.
Dott.ssa Scialla – Chiede ai Tecnici presenti di illustrare le fasi relative ad un eventuale processo di liquidazione.
Presidente MERIS – Illustra le fasi della liquidazione. Quando si pone in liquidazione una società viene nominato un Commissario liquidatore, che assicura l’amministrazione e la gestione della società stessa, di conseguenza provvede al risanamento degli equilibri di bilancio azzerando il debito. Non esiste un tempo definito, si può variare da tre mesi a dieci anni.
Sig. IGNAZIO GENTILE - FEDERCOPESCA – pone all’attenzione la situazione dei box e sostiene che attraverso il pagamento dei fitti e la relativa acquisizione dell’area mercatale, si colmerebbe parte del debito.
Avv. Longo del Comune di Corigliano –nel richiamare i contenuti del verbale di incontro con la Prefettura in data 07.12.2010, sottolinea l’opportunità di procedere, attraverso un verbale di assemblea di scioglimento e messa in liquidazione della società, considerando che la proposta della cessione delle quote appare non perseguibile in quanto la società in parola presenta una grave situazione debitoria.
Concludendo appare evidente che la regolarizzazione in capo all’Autorità Portuale del diritto di proprietà, ex art. 934 del codice civile, costituisce elemento essenziale al fine di consentire a chiunque nelle forme più diversificate di associazioni o società partecipate nella gestione dell’opera pubblica Mercato Ittico, anche il Ministero delle Infrastrutture ha confermato che la struttura Mercato Ittico, per il principio di accessione, è di proprietà dello Stato e precisamente: “l’area di sedime, su cui insiste la struttura, è inoppugnabilmente di proprietà dello Stato e quindi dell’Agenzia del Demanio, la cui gestione per destinazione appartiene alla Autorità Portuale, unico Ente preposto ad emettere qualsiasi provvedimento o atto amministrativo”.
Presidente Revisori dei Conti –Dott. De Buono - Ricorda che questo tema è stato più volte oggetto di analisi e verifica da parte dell’organo di revisione che ha, da qualche anno, suggerito e sollecitato l’eventuale possibilità di dismissione di detta partecipazione dell’Ente nella Meris S.r.l. alla luce della realizzazione, da parte di quest’ultima, di risultati d’esercizio negativi. Asserisce che la messa in liquidazione della società è un atto dovuto da parte della Commissione Straordinaria considerato che, allo stato, non sembrerebbe attuabile la dismissione delle quote di partecipazione della stessa società. D’altra parte, continuando il Presidente nel discorso, la Corte dei Conti competente per territorio ha, più volte, sollecitato l’alienazione della partecipazione nel momento in cui, il ripetersi di risultati d’esercizio negativi, avesse comportato esborsi finanziari necessari per la copertura delle perdite d’esercizio. Appare opportuno ricordare che, la messa in liquidazione della società, presuppone la “liquidazione” di tutte le poste attive e passive trovando nel conseguente scioglimento della società, l’ultimo atto posto a carico del nominato liquidatore. Di contro, l’istituto giuridico della liquidazione non produce qualsivoglia effetto nell’attività esercitata né, tantomeno, esso è da considerarsi definitivo per le sorti aziendali considerato che, per come previsto dal legislatore in materia, è in ogni momento revocabile e, quindi, suscettibile di modifiche, tali da determinare il ritorno “in bonis” dell’impresa.
Il Commissario Straordinario Scialla –al momento la situazione debitoria è talmente grave che è impensabile che un nuovo soggetto, in questa fase, possa rilevare le quote di una società in passivo e priva di utili; il Comune non può assolutamente tenere in piedi questa situazione, deve assumere una decisione. Forse la liquidazione della società è la soluzione migliore e più indolore per tutti.
I vantaggi potrebbero essere:
-i dipendenti conserverebbero il loro posto di lavoro;
-il commissario liquidatore avvierebbe una sana e oculata gestione della MERIS riequilibrando il bilancio, pagando i debiti e incassando utili (allo stato per il Comune inesistenti)
- l’istituzione della Commissione di Mercato, prevista, ma mai entrata in funzione, che potrebbe garantire la base d’asta del prezzo del pesce e assicurare il rispetto della legalità, controllando il Mercato Ittico;
-nel contempo il Comune si potrebbe impegnare – in termini di azioni – a coordinare la nascita di un nuovo soggetto giuridico (tavoli di confronto e concertazione anche presso gli enti competenti Regione, Provincia) .
Tutela Consumatori – Avv. Santella – Pone una domanda: invece di mettere in liquidazione perché non si vendono le quote?
Capitaneria di Porto – Dott. D’Amore - ribadisce che quest’ultima soluzione non è praticabile, ci sono dieci anni di non corresponsione del canone demaniale, quindi occorrerebbe saldare e regolarizzare prima questa situazione per acquisire un titolo concessorio e poi vendere le quote o privatizzare la società.
Occorre quindi affrontare il discorso in modo congiunto, i due problemi -sorte della MERIS e regolarizzazione del suolo - non possono essere disgiunti –. Al fine di consentire la continuità del processo bisogna definire la situazione dell’occupazione demaniale.
Fa presente che la Capitaneria di Porto ha fatto richiesta per avere la concessione del suolo e con i relativi arretrati di pagamento.
Il Commissario Scialla invita i presenti ad esprimersi sulle soluzioni prospettate e la proposta più accreditata appare quella di mantenere la struttura ed il mercato, che costituisce una risorsa importante per il territorio, liquidare nel frattempo la società e avviare un processo per costituire un nuovo soggetto, che, come ha accennato il signor Martilotti di LegaPesca potrebbe essere un consorzio.
Il Presidente MERIS – prende atto che la proposta dello scioglimento ha trovato favorevole la maggior parte dei presenti.
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