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IL PRESIDENTE della Commissione Regionale per l’Emersione del Lavoro non regolare, Benedetto Di Iacovo, dopo l’incontro con quello di Reggio Calabria, ha incontrato stamani il Prefetto di Cosenza Antonio Reppucci. Nel corso dell’incontro, secondo di una serie di appuntamenti che coinvolgeranno in breve tempo tutti i Prefetti delle province calabresi, si è discusso del “Patto”per sostenere l’emersione e la qualificazione del lavoro degli immigratì che si pone come obiettivo la costituzione di una cabina di regia che coinvolga tutti i soggetti per individuare un percorso condiviso che conduca alla soluzione delle molteplici criticità in cui la presenza di immigrati irregolari, che svolgono lavoro sommerso, genera situazioni di tensione sociale che favorisce, molto spesso, anche inquinamento mafioso. L’occhio del Presidente della Commissione è puntato sulla potenziale “polveriera” sociale della Sibaritide, che vede una presenza di immigrati pari a 6.500 unità regolari ed almeno 4.500 irregolari. Una bomba sociale –per Di Iacovo- con detonatore innestato pronta ad esplodere.
«La bozza di Patto, presentata al Prefetto di Cosenza, mette insieme –ha
detto Di Iacovo– Prefetture, Sindacati, Presidenti delle Province,
Sindaci dei capoluoghi, Sindaci delle aree interessate dal fenomeno,
Associazioni di categoria del settore agricolo, Enti previdenziali e di
vigilanza e Associazioni che operano con gli immigrati, sarà sicuramente
un utile strumento capace di promuovere piani di emersione e
riallineamento per le imprese che intendono regolarizzare e rendere
trasparenti i rapporti di lavoro.
Le risorse a disposizione dovranno essere individuate all’interno del
Por 2007/2013, nei Pon nazionali, quello sulla Sicurezza e Legalità in
particolare; così come risulta necessario assicurare sul fenomeno
un’attenzione del Governo Nazionale per una nuova legislazione
in materia di emersione, contratti di gradualità e/o di riallineamento
contributivo, capace di
depenalizzare eventuali, lievi, o formali, irregolarità contributive e
previdenziali». «L’emersione del lavoro e dell’economia sommersa –ha
proseguito Di Iacovo nella sua conversazione con il Prefetto – è una
condizione indispensabile per produrre ricchezza nel paese e, in
particolare, nella nostra regione dove, secondo l’ultimo Rapporto
sull'Economia sommersa ed il lavoro non regolare in Calabria, redatto
dalla Commissione, sono 170.200 le unità irregolari. Il 22% nella
provincia di Cosenza che conta circa 36.000 lavoratori irregolari con
punte elevate e preoccupanti nella Sibaritide. Ogni anno –secondo il
presidente Di Iacovo- vengono sottratti, per effetto delle attività in
nero, 2 miliardi di risorse all’Erario Regionale e agli Enti
Previdenziali. Di converso per ogni 1.000 euro investite dalla Regione
Calabria per politiche e azioni di contrasto al sommerso si generano
30.000 euro di entrate fiscali e previdenziali a vario titolo. Tutto
questo senza considerare che il lavoro nero, sommerso od irregolare
-sottolinea Di Iacovo-, è il disconoscimento di ogni idea di dignità
della persona, poichè, oltre a colpire uomini e donne nella loro
dignità, danneggia la parte sana del sistema produttivo ed è la causa
maggiore di evasione». Per quanto attiene ai dati sull’immigrazione Di
Iacovo evidenzia la presenza sul territorio regionale di 59.135
stranieri regolari, di cui il 31,7% nella provincia di Cosenza (18.600
unità); di questi circa l’80% è in età lavorativa. A questi si
aggiungono il 20% di unità irregolari, pari a circa 4.500 lavoratori
immigrati irregolari».
Il Prefetto Reppucci ha condiviso l’analisi ed ha accolto con grande
favore l'esposizione delle problematiche e le proposte del Presidente
della Commissione riservandosi di valutare l’impianto progettuale della
proposta di Patto consegnatagli per poi convocare i soggetti sociali,
imprenditoriali ed istituzionali previsti nella bozza. I prossimi
incontri, atteso che quello con il prefetto di Reggio Calabria si è
tenuto venerdi 5 febbrario nella città dello Stretto, il Presidente Di
Iacovo li terrà con i Prefetti di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, ai
quali sarà sottoposta la schema progettuale di Patto per l’emersione e
la riqualificazione del lavoro degli immigrati. I patti saranno infatti
sottoscritti a livello provinciale e la Commissione regionale per
l’emersione quale Organo della Regione svolgerà la funzione di
Coordinamento regionale e monitoraggio dei Patti stessi.
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